
EQUILIBRIO E ARMONIA IN UN CAVALLO
Umiltà, pazienza, capacità di vivere l’attesa: sono le qualità necessarie per costruire un cavallo equilibrato e armonioso nel fisico e nella mente. Sono necessari anni: mattone su mattone bisogna edificare una casa solida, con fondamenta robuste capaci di resistere al tempo.
GIOVANI CAVALLI CON CUI CRESCERE
La mia carriera di cavaliere ha nel proprio destino i giovani cavalli. Nel 1980, la Federazione Italiana Sport Equestri aggiunse alla scuderia Inviolable, sei anni, francese. Un po’ di tempo dopo, nel 1982, sotto la guida del Colonnello Raimondo d’Inzeo al Centro Federale dei Pratoni del Vivaro, iniziai a montarlo, avviando cosi’ la mia formazione con i giovani cavalli. Lui, Inviolable, si è dimostrato straordinario per qualità, generosità, coraggio.
Piano piano, grazie a una preparazione adatta, il nostro palmares ha iniziato ad arricchirsi, di pari passo con l’esperienza: un Europeo young rider, due Coppe delle Nazioni a Roma e tantissime vittorie in gare nazionali e internazionali in campi prestigiosi. Poi, sono arrivati Royal Acrobat, Balisto, Zeligo e Altea VII, tutti talentuosi e capaci. Anche con loro successi e soddisfazioni.
UN METODO FATTO DI FIDUCIA
Ho messo in pratica le mie idee, sfuggendo alle leggi di mercato. Corjulana e Corrada sono l’espressione e il risultato di un lungo lavoro fatto di fiducia, portato avanti poco a poco, senza esaltarsi né scoraggiarsi. Ho iniziato a montare Corjulana all’inizio dei cinque anni e, dopo una carriera ricca di gioie e risultati ed essere stata parte integrante della nostra famiglia, ci ha lasciato un puledro, Degas, che speriamo segua le sue orme.
Nel 2022 ho montato un’altra cavalla grigia italiana qualitativa: Crossandra. Dopo una stagione in cui ho seguito un lavoro progressivo, abbiamo vinto il Campionato Italiano riservato ai cavalli dei 7 anni.



RISPETTARE I GIUSTI TEMPI DI CRESCITA
Per me è motivo di soddisfazione riuscire a costruire un cavallo nel rispetto dei suoi tempi. Quando un giovane cavallo viene portato nella mia scuderia, valuto subito la sua crescita per non eccedere con il lavoro e rischiare di danneggiare un fisico ancora acerbo. Tutto quello che gli insegno deve essere in armonia con il suo corpo: è importante che ogni nuova sollecitazione sia accettata senza sforzi.
Gli inizi sono elementari: cerco l’avanzamento prima ancora dell’equilibrio e del controllo. Andare in avanti è la prima nozione che voglio trasmettere. Equilibrio e controllo arriveranno dopo, quando il fisico sarà pronto. Non c’è una regola precisa, alcuni cavalli hanno tempi di maturazione più brevi, altri crescono più lentamente. L’approccio dipende dalle qualità fisiche e dal temperamento che ognuno di loro rivela nel processo addestrativo. Il passaggio più delicato è proprio la costruzione fisica di un cavallo giovane. L’errore più frequente è incalzare il cavallo in maniera eccessiva quando non è ancora il momento giusto, un errore che comporta danni irreparabili e che chiude ogni via verso il successo. Ma la costruzione fisica non può prescindere dall’esperienza che va portata avanti con gradualità.
CAMPI SEMPRE PIÙ IMPORTANTI
La sfida è capire quale sia il momento migliore per il debutto su campi via via più importanti e impegnativi rispetto a quelli iniziali. Al momento giusto, il giovane cavallo saprà affrontare campi importanti con sicurezza, fidandosi del suo cavaliere. Fare previsioni è un azzardo: un giovane cavallo sfugge a ogni giudizio che – per quanto mi riguarda – potrà arrivare solo nel lungo periodo, persino dopo i 7 anni. Bisogna armarsi di moltissima umiltà e altrettanta pazienza. Il segreto è tutto nell’ attesa.

FISICO E PSICHE
Cerco di trasmettere questo approccio ai miei allievi: oggi, una strada da seguire è proprio quella di riuscire a costruire fisicamente un cavallo senza distruggerne la psiche. Quando un cavallo è giovane, il successo del binomio dipende all’ 80 per cento dal cavaliere e al 20 per cento dal cavallo. Al contrario, quando il cavallo è esperto e avanti con gli anni, questo rapporto si ribalta, per il 70 per cento dipende dal cavallo, solo il 30 per cento dal cavaliere. Ogni cavallo giovane è una pagina bianca, possiamo scrivere una storia a lieto fine ma solo ad alcune condizioni, la prima è lasciare passare il tempo.