Gianluca Palmizi. I cavalli, la passione di una vita

L’INIZIO DELLA MIA AVVENTURA

Tutto inizia in un piccolo maneggio nelle campagne forlivesi, quando ero un ragazzino di nove anni, impaurito dalle frequenti cadute ma pronto a vincere il mio timore.
Dopo l’infanzia a Forlì, mi trasferisco con i miei genitori a Verona e poi in Friuli, a Pordenone, dove svolgo il mio ‘apprendistato’ da Anton Schweigl con una passione che non mi avrebbe più lasciato.

MANCINELLI E R. D’INZEO MAESTRI E GUIDE

E’ il 1978 quando l’allora tecnico juniores Graziano Mancinelli mi ‘scopre’ alle selezioni in vista degli Europei in Spagna. Dopo la Spagna, sono in Svizzera (1980) e in Irlanda (1981), sempre guidato e istruito da un fuoriclasse senza tempo come Mancinelli. Nel 1979, alla soglia dei miei 17 anni, ho il primo l’incontro con il Colonnello Raimondo d’Inzeo, che all’epoca, riveste il ruolo di selezionatore della Nazionale di Salto Ostacoli e a sorpresa, mi fa debuttare allo Csio di Piazza di Siena.
E così, dopo Roma, mi viene affidato dal capo equipe Arrigo Marchi Glorieux,un cavallo federale,per partecipare al mio quarto Campionato Europeo, a Wolfsburg, in Germania. Con lui, conquisto il quarto posto individuale e l’oro a squadre.

Nel 1982 CONQUISTO IL TITOLO DI CAMPIONE ITALIANO

Nel 1982, in sella al mio nuovo compagno, Glorieux, partecipo ai Campionati Italiani Assoluti a Salice Terme. Arriva la vittoria in un anno straordinario, indimenticabile. A neanche 20 anni, da campione italiano ho la possibilità di avere accesso al Centro Federale dei Pratoni del Vivaro. La mia vita e quella del Colonnello Raimondo d’Inzeo si incrociano di nuovo: la nostra sarà una lunga e felice amicizia, un rapporto che non subirà mai alcuna interruzione. Eccomi quindi sui campi equestri più prestigiosi del mondo come Hickstead e Aquisgrana, diciotto partecipazioni a Coppe delle Nazioni. Cinque anni che fanno di me un cavaliere. Nel 1987, lascio il Centro Federale ,ma sempre gare importanti con Sugar Candy e ancora la “Coppa” a Roma con Aramis.

SAN PATRIGNANO, MARINA TERUZZI E I GIOVANI CAVALLI

Nel 1991, la vita mi conduce a San Patrignano dove il fondatore Vincenzo Muccioli mi affida Kassandra di San Patrignano, un “acquisto” impegnativo, e mi ritrovo al fianco di un altro ‘mostro sacro’ dell’equitazione, Michel Robert. Trascorro quindi un periodo nella sua scuderia in Francia.   Prende però corpo l’idea di dedicarmi ai cavalli giovani, di allestire una mia scuderia dopo anni di gare in giro per il mondo. Nel 1995 , il mio progetto diventa realtà, grazie al sodalizio con Marina Teruzzi, compagna di una vita, al termine di un periodo comunque felice nella scuderia di Castellazzo dal cavaliere Vittorio Orlandi. Arrivano Killside Court, Zeligo, Altea VII, poi Corjulana e Corrada e con loro risultati importanti, ancora Coppe delle Nazioni, Atene Budapest Copenaghen,tutto vissuto con consapevolezza e serenità.

LA CARRIERA DA ISTRUTTORE

In quarant’ anni di professione, ho montato molti cavalli: ognuno di loro mi ha lasciato qualcosa. Qualcuno è indimenticabile come Inviolable, un cavallo solo apparentemente ‘normale’ ma con una volontà e un coraggio straordinari, poi Adam. Con lui, ho sfiorato le Olimpiadi di Los Angeles nel 1984 ma i miei ventun anni forse erano troppo pochi per un evento di quella portata. Non ho rimpianti. L’impegno con i giovani cavalli e l’insegnamento sono diventati – giorno dopo giorno – fonte di ispirazione continua. Nel ruolo di istruttore sento intensamente il desiderio di vedere crescere e migliorare un allievo,  quello che mi è stato trasmesso, o che ho assorbito in maniera naturale, cerco di trasferirlo con passione.